feb 09 2008

Inverno

Durante il periodo invernale, Pianaccio è il luogo ideale per chi ama il silenzio e la neve.
Da qualche anno il Natale già vede imbiancarsi le montagne più alte e da gennaio anche il Paese è ricoperto da un fitto manto nevoso.

Le Feste sono un momento emozionante e alla Locanda l’atmosfera è davvero speciale.
All’ingresso gli addobbi di abete e luci indicano il fervore dei preparativi per il Pranzo di Natale, sempre ricco di piatti tradizionali: tortellini e zuppe di verdure, bolliti e arrosti, dolci di ogni tipo e immancabili grappe fatte in casa.

Nel salotto caldo, sotto l’Albero, pacchi e pacchetti attirano l’attenzione e la curiosità di chi vuole trascorrere qualche ora dopo pranzo sorseggiando la famosa Crema di Limoncello della Marina, o desidera tirar tardi studiando la carta dei sentieri.
La Sala da Pranzo, illuminata da candele e calde lampade, è riscaldata dalla fiamma costante e accogliente della stufa in ceramica, al cui cospetto Matilde porta in tavola spezzatino di Cinghiale e Polenta Fritta.
La sera della Vigilia è antica tradizione accendere la Fascella: un grosso tronco di castagno fatto seccare nei mesi autunnali e bruciato sulla strada all’imbrunire. Ogni famiglia accende questa suggestiva fiaccola e la via si illumina, da “In Vetta al Prà” fino a “Cà d’Babon“.

fascella

Dopo la Messa della Notte, si accende il falò: dalla strada rialzata, vicino all’enorme abete, che i nonni chiamano Alberone, si possono ammirare le scintille che salgono verso il cielo stellato, disegnando ampie figure e forme con cui ognuno narrerà il passato e immaginerà il proprio futuro.
Nei giorni che vanno dal Natale al Capodanno molti scelgono di recarsi sulle piste da sci, altri preferiscono visitare i paesi vicini o passeggiare per i borghi di Pianaccio, magari scoprendo piccoli luoghi ideali per divertirsi con il bob.
Al bar si può trovare vin broulè e i biscotti caldi che Irene prepara in un attimo per gli amici e gli ospiti.

Ma il momento più bello arriva con l’Anno Nuovo!

La sera di Capodanno, la Famiglia Gentilini prepara una grandiosa Cena di Antipasti, Pasta e Fagioli, sughi di Cinghiale, Porchetta e quant’altro, a cui si aggiunge un enorme Buffet di verdure e contorni, formaggi e salumi tipici, Dolci e Liquori della casa. Si fa tardi ogni volta, dopo il brindisi della mezzanotte, a ballare e bere in compagnia, augurandosi il più felice anno nuovo che si possa sognare!

buffet

E non finisce qui: verso le sei del mattino, i famosi componenti della Banda del Buon Anno, passano a raccogliere improvvisati strumenti musicali, mestoli e coperchi, ma anche fisarmonica e trombe per cominciare la marcia che, dall’inizio del paese li porterà casa per casa, a svegliare i più pigri e a festeggiare con chi ha già preparato loro qualche storica bevanda: Ulisse è noto per il suo Elisir di Lunga Vita, la Maria prepara da anni il Vov più energetico che sia mai esistito. Occorrono forza e coraggio ai prodi Suonatori per risalire il Crociale, passare dalle Tegge, al Cistone e giungere finalmente alla Locanda, nel punto più alto del Prato ed al culmine della loro tolleranza alcolica.

banda del buon anno

Si racconta che da decenni questa Banda abbia annunciato a gran voce l’arrivo del Nuovo Anno, sempre orgogliosa di portare messaggi di festa e buone novelle, che abbia visto i nonni dei nonni protagonisti e musicisti d’occasione, arrancare a fatica lungo la Fontanina per raggiungere anche le case più isolate e ricordare a tutti che la vita è più forte, è più potente del tempo e alla fine vince sempre…
Dicono che ogni porta debba aprirsi al loro passaggio, pena la tristezza del cuore e la solitudine; alla Locanda giungono che è quasi mezzogiorno, perciò Gianni preparava per loro crescentine e tigelle, zuppa di farro e qualche giaciglio! Oggi Irene rende omaggio alla Tradizione di Famiglia cucinando Crescenta e Crostini, Pasta e Fagioli e Cinghiale, mentre Marco Valerio riempie i bicchieri per il brindisi, Laura documenta tutto con la telecamera e Gianni di sicuro lassù sorride… L’ultima cantata con le labbra rosse e gli occhi lucidi per il vino, poi tutti a dormire. Li rivedremo la sera del Primo dell’Anno, comparire di nuovo, smessi gli abiti degli ambasciatori e già pronti a ricordare le bevute alla goccia e le sbandate lungo la Via Nuova.

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