Feb 15 2008

Curva del Vento e Rifugio di Segavecchia

Published by matilde at 16:00 under Affettati di Suino, Antipasti della Locanda, Bice Biagi, Bruschette Montanare, Buffet, Cartoccio, Crescentine Gentilini, Crostini Rustici, Enzo Biagi, Formaggi, Funghi Porcini, Gentilini, Gianni, Gianni Gentilini, Giornalismo, Irene Gentilini, Italian Apennines, Marina, Pianaccese, Polenta Fritta, Salmerino, Silla, aceto balsamico, acque limpide, affettati, affettati misti, alimenti genuini, allevamento, amaretti, amici di pianaccio, antica locanda alpina, antica tradizione, appennino tosco-emiliano, approfondimento, bellezza, biscotti, bontà, borlenghi, boscaioli, bruschette, cacciatori, caffé, cantare, caramello, carbonai, casa, castagnaccio, castagne, ciacci, cibo genuino, cioccolato, cioccolato fuso, ciotole, cliente, contorni, corno alle scale, crema di nocciole, cremosa, crescentine, croccanti crostini, crostini, cucina, cucina casalinga, cucina contadina, cuoca, delizie, delizioso, divertimento, dolci, due spaghi, espezzatino di Cinghiale, famiglia, famiglia gentilini, family, famoso, farina di Castagne, farro, fatte in casa, fichi, filetto ai porcini, formaggi freschi, formaggi locali, formaggi stagionati, fragranza, fratelli pedrini, fresca, frittelle dolci, fritto misto, frutti di bosco, fumante, funny, gelato alla Crema, genuine wine, genuino, giornata, goloso, gusto, gustoso, ideale, industriale, ineguagliabile, inzuppare, italian wine, lampone, lavoro, legno, liquori, lizzano in belvedere, locanda, maltagliati, mamma Marina, marmellate, minestra di verdure, mitico, montagna, more, mountain bike, occasioni speciali, olio d'oliva, onore, ordinazione, pane tostato, panorama, parco regionale del corno alle scale, passeggiate, pasta, pasta e fagioli, pasta fatta a mano, pasticcini, patate al forno, pepe, pepe verde, percorsi, pernottamento, pesce locale, pezzetti, pianaccio, pianaccio.com, pianaccio.it, piatto antico, piatto preferito, piste da sci, polenta, polenta e cinghiale, porcini, prantichi, profumo, proprietà terapeutiche, provenienza, prugne, ragù, ristorante, salsiccia con porri, sangue, sapori e gusti di una volta, sci, secret apennines, semifreddi, ski, slow food, snowboard, sottaceti, spaghi, specialità, specialità montanare, spezie, spring, squisito, stagione, strigoli alla boscaiola, sugo, tagliatelle al Cinghiale, tagliere, taglieri, tagliolini, terracotta, tigelle, torrente, torte, tortellini fatti in casa, tortellini in brodo, tortelloni, tortelloni con Funghi Porcini, tradizionale, tradizione, tradizione montanara, trekking in italy, trota salmerino, umido, umido di salsiccia, unico, vanto, vecchi stampi, verdure, verdure miste, vino, virgilio pedrini, week-end, zona, zuppa

Non c’è desiderio che non possa avverarsi, se lo esprimi alle Stelle e lo affidi al Vento.

Sulla via per Segavecchia

Dalla Locanda la strada prosegue per circa tre chilometri e conduce al Rifugio di Segavecchia, dove lascia spazio ai numerosi sentieri e alle vie sterrate che portano fino… in cima al Mondo.
Salendo dolcemente e allontanandosi dal Paese non c’è tratto di strada che non meriti una sosta a contemplare.
Poco dopo il Ponte della Spescia, sulla destra, è possibile scendere facilmente, tra la via e il fiume, nella Pineta di Sanbuccione, luogo isolato eppur familiare dove gli alberi lasciano intravedere le maestose arcate del ponte, mentre ostinatamente celano le due famose panchine in sasso, così che custodiscano nel sottobosco i segreti che vi si confessano.

Si narra infatti che non vi sia verità alcuna che questo luogo non riveli e che infonda coraggio a chi si voglia qui dichiarare.

Poco sopra, ecco le famose Prime, panchine storiche per le serate di baldoria e canti, nonché meta facilmente raggiungibile dai più pigri viaggiatori. Poi le Seconde e il Casone di Riccardo, il seccatoio ancora oggi in funzione e, d’autunno, meta serale dei boscaioli che vegliano sul fuoco e predicono il futuro.
Si sale ancora lungo la via con facilità fino all’ultima strettoia prima che si apra il sipario del bosco e si giunga finalmente alla Curva del Vento, in dialetto, il Sreton d’ la Bonaccia.

Il panorama è amplissimo e suggestivo: sullo sfondo del Corno alle Scale si intravedono gli ultimi boschi di conifere e il Monte Cancellino, mentre sulla destra la rupe conserva antiche iscrizioni e una piccola Madonna, stretta nell’unica nicchia riparata da vento. Vi è un piccolo prato sulla sinistra, con le immancabili panchine da cui godersi lo spettacolo perenne del cielo. La Curva è ormai nota non solo per la lieve brezza o lo sferzante vento che soffia continuamente dandole il nome, ma da tempo è luogo privilegiato per trascorrere la Notte di S. Lorenzo: sdraiati lungo la via, con coperte e chitarra si può restare per ore a scrutare il cielo, aspettando una stella cadente, incantati dallo spettacolo della notte. I desideri e le speranze che non si sanno dire giungono da lontano fino qui e si fermano davvero, per qualche istante, così che ci sia facile riconoscerli e dar loro finalmente fiato e forza.
Qui è d’obbligo lasciare ogni fardello, ogni pesante bagaglio e ogni pigrizia.
Qui è d’obbligo aprire gli occhi e stringere bene i lacci delle scarpe.
Che il viaggio e il pensiero sia lieve e ci porti lontano.

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